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"Stadio: cinque solisti sul campo"
Intervista su "Tutto" (Aprile 1984)

Un gruppo di accompagnamento viene alla ribalta. Il fenomeno è nuovo per l'Italia. Gli Stadio sono stati a lungo gli strumentisti di Lucio Dalla. Si sono rivelati con le musiche dei film "Borotalco" e "Acqua e sapone". Adesso è la volta del secondo album: "La faccia delle donne".

di Lorenzo Bergamini

Gli Stadio nel 1984 erano Fabio Libeartori, Gaetano Curreri, Ricky Portera, Giovanni Pezzoli e Marco Nanni
Sono 5 anni che gli Stadio accompagnano Lucio Dalla in concerto. Da tre hanno costituito il gruppo. Ricky Portera, 29 anni, geometra, suona la chitarra: "Ho iniziato per volontà della mamma. Desiderava fare di me un'attrazione per i parenti. Poi di lì piano piano sono nate le condizioni per formare un gruppo. Ho lavorato 11 anni in discoteca e ho conosciuto Lucio Dalla attraverso un'agenzia".
Giovanni Pezzoli, 31 anni, coniugato, batterista. Frequenta la facoltà di veterinaria. "Suonavo con un gruppetto da cantina. Un giorno noto Lucio tra il pubblico. Gli sono piaciuto e ho continuato con lui".
Fabio Liberatori, 28 anni, tastiere, maturità classica, studia al Conservatorio dell'Aquila. Non ha nulla da dire.
Marco Nanni, chitarra basso, 34 anni, sposato con un figlio. "Ho cominciato a suonare la chitarra agli inizi degli anni `60. Poi ho fatto parte di un complessino come bassista. Dopo è stata la volta di Dalla. Avevo il vantaggio di essere un fan di Lucio. Conoscevo tutti i suoi pezzi e quindi non ho avuto problemi".
Gaetano Curreri, 28 anni, tastiere e voce degli Stadio. Gli manca un esame per ottenere il diploma di perito agrario. "Ho lavorato in una radio libera, Punto Radio, assieme a Vasco Rossi.. Ho conosciuto Portera tramite i soliti gruppi da discoteca. E come lui sono arrivato a Dalla attraverso un agenzia".
E adesso un po' di cronaca. Carlo Verdone voleva che Lucio Dalla scrivesse la colonna sonora del film "Borotalco" . Pensò così di incontrarlo a Roma, durante un concerto che si teneva nei pressi di Castel Sant'Angelo. "Stavamo suonando "Un grande figlio di puttana" dal vivo, senza averlo inciso", racconta Curreri, "Verdone lo ha sentito e ha detto che poteva andare bene. Così è nato il nostro primo 45 giri. Poi, di seguito, l'album "Stadio" che conteneva, oltre a questo brano, altri due della colonna sonora: "Chi te lo ha detto" e "Un cielo per aria". Produttore Lucio Dalla".

Con Verdone avete realizzato anche la musica di "Acqua e sapone".. E' utile scrivere colonne sonore?
Curreri: "A noi sono servite per farci conoscere. Prima ci consideravano solo gli strumentisti di Dalla. Di fatti, uscito l'LP, abbiamo capito che dovevamo cambiare e metterci in proprio".

Un periodico musicale vi ha criticato perché partecipavate a Sanremo come "big".
Portera: " Lo abbiamo letto anche noi. Pensa ai dischi che abbiamo venduto con Dalla, Venditti, De Gregari, Ron, Vasco Rossi. Ognuno di noi ha partecipato alla realizzazione del loro album. Indubbiamente si pensa che, quando Dalla entra in sala dica: tu fai questo, tu fai quello. Si sappia invece che il più modesto turnista, quando prende in mano uno strumento, ha già idea di cosa deve fare. Quel turnista è quindi l'arrangiatore di se stesso. Realizzare un disco è un lavoro di equipe. Pesa alle cose che abbiamo ideato con Dalla e per Dalla. Un esempio: "Cosa sarà", era un rocchettino ed è diventato un brano un po' "fancheggiante" come tempo e ritmica. Cosa alla quale Dalla non aveva minimamente pensato. A Sanremo come potevano metterci tra gli "esordienti?".

"Allo Stadio" non è un brano un po' spinto?
Curreri: "Lo ha realizzato Carboni, un ragazzo i 22 anni. I ragazzi d'oggi parlano così. Il sesso non è più un tabù. Sai quanti si sono conosciuti ai concerti? E quanti si sono sposati, si sono magari dovuti sposare o hanno comunque vissuto una storia d'amore? Non vedo perché un ragazzo e una ragazza che vanno a un concerto non possano baciarsi. I protagonisti della canzone fanno solo questo".

Sono simpatici gli Stadio. Mentre parlo con loro scherzano, divagano, si fanno dispetti, icurante del registratore che raccoglie voci, giochi, risate.. Sono alla ricerca di un linguaggio musicale, una identità, una nuova immagine, lasciando alle spalle gli anni trascorsi con Dalla. Hanno imparato a camminare con lui. Ora devono muoversi con le proprie gambe.

Cosa ne pensate della musica elettronica che adesso va per la maggiore e che avete utilizzato anche in "Acqua e sapone?".
Nanni: "Portera e Curreri avevano un pezzo che andava fatto in quel modo e non poteva essere fatto diversamente. Approfittiamo delle invenzioni che ci sono in giro. Tieni conto che le tastiere, gli effetti del basso e della batteria sono elettronici. Sarebbe stupido non utilizzarli quando ti offrono straordinarie possibilità. Noi però non siamo fanatici di musica elettronica. La usiamo solo quando serve. Crediamo ancora nella possibilità dell'uomo. La cosa che mi piace di più nel disco "Allo stadio" è un a solo di Portera".
Porta lo guarda stupefatto e commenta: "A si! Non lo sapevo…"
Nanni: "Ricky con la chitarra ha un rapporto quasi sessuale. "Allo Stadio" potevamo concluderlo solo con questo rapporto. Si sente che c'è un grande amore."

Vi frequentate anche fuori dell'ambiente musicale?
Curreri : "I momenti in cui non ci vediamo sono pochi e… purificatori".
Nanni ride e Portera ribatte con un "Che stronzo".

Dovete spiegarmi l'ironia
Portera: "Io e Gaetano non facciamo altro che litigare da quando ci siamo conosciuti. Forse per accrescere l'amicizia che è poi nata col tempo.. Sembriamo cane e gatto. Per il resto ci vogliamo bene. Un rapporto costruttivo anche perché, litigando ogni volta, lui non commette più gli errori per i quali lo critico e viceversa".

Da due anni a questa parte si verifica un ritorno musicale agli anni '60, a Bandiera Gialla, per intenderci. Che ne pensate?
Curreri : "E' un business. Vuoi dire tirar fuori cose vecchie perché non ci sono idee nuove. Gli anni '60 non erano tutte rose e fiori. C'erano belle canzoni come adesso e ce n'erano di brutte. Solo che ora si ricordano le belle, facendo credere che esistevano soltanto loro. Guardare indietro ti fa venire tristezza. Bisogna invece guardare avanti".
Nanni: "Io non ho visto niente di nuovo. C'è quasi da impazzire. Va bene il ripasso generale, come a scuola, ma deve servire per procedere, non per stare fermi. Facciamo in modo che nel 2000 si possa dire di questi nostri anni "Ah, gli "80!".
Portera: "E' come guardare l'album di famiglia . E' divertente ma fine a se stesso. Non conduce a niente di nuovo. Non è costruttivo. Ascoltiamo i Rolling Stones e tutto finisce".

Fonte www.bli.it
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Settembre 2009 22:58 )

 
Recensione pubblicata su Andergr@und Magazine Anno 3 - n. 32 Aprile 2009 pag. 36
di Andrea Dasso

Finalmente sono tornati gli Stadio! Si inziava a sentire la mancanza della rock band emiliana dalla scena musicale,visto che l’ultimo album d’inediti era targato 2007.
Certo nel frattempo hanno realizzato una Platinum Collection in 3CD, ma iniziava a farsi sentire il bisogno di ascoltare qualcosa di nuovo da una delle band più durature del panorama italiano, attiva da un trentennio anche se con alcuni cambi di formazione nel corso del tempo, ma indissolubilmente legata alle due anime storiche Gaetano Curreri, il leader e vocalist, e il “capitano degli Stadio” Giovanni Pezzoli, il batterista ed unico superstite della formazione originale di fine anni ‘70. 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 12 Maggio 2009 23:07 )

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Sul mensile "Chitarre", nr. 279 del mese di maggio 2009, è stato pubblicato un articolo sullo showcase degli Stadio alla Casale Bauer di Bologna.

Stadio alla Casale Bauer nel 2009Lo scorso 23 marzo sli Stadio hanno presentato il loro "nuovo album" Diluvio Universale (su etichetta Capitol/Emi) ed il loro tour teatrale nelle principali città d'Italia. Abbiamo avuto la fortuna di assistere allo showcase riservato alla stampa, ospiti della Casale Bauer di Bologna, sullo sfondo dell'elegantissimo Showroom Fender inaugurato lo scorso settembre. Le splendide chitarre del Custom Shop Fender incorniciavano il palco creando una scenografia davvero unica.
Da sempre il gruppo è interamente sponsorizzato da Casale Bauer con i marchi Fender, Mapex, Kurtzweil e Samson. È stato del tutto naturale quindi iniziare il percorso di questo nuovo tour proprio dallo stabilimento di Cadriano, Bologna.
Gaetano Curreri ha rotto il ghiaccio con un'intervista in diretta nella quale ha parlato brevemente dei contenuti di questo album, scritto a più mani con Saverio Grandi, Vasco Rossi e Fabrizio Moro.
Il titolo di ispirazione biblica Diluvio Universale tratta temi legati alla situazione attuale di crisi e cambiamento sociale e individuale. Con ben dodici tracce che raccontano sia storie d'amore che di vita vissuta, il nuovo album si differenzia abbastanza dai precedenti. Molti degli argomenti dei testi sono attualissimi: la prostituzione, la discriminazione nei confronti dei diversi, l'immigrazione clandestina, la crisi della politica che non è capace di dare risposte ai cittadini, la crisi della coppia che si rispecchia nella crisi di valori della società.
Dopo una presentazione pacata nei toni ma pungente nei contenuti, gli Stadio hanno preso finalmente possesso del palco e ci hanno dato un generoso assaggio del loro spettacolo. La sera stessa il tour partiva da Bologna per toccare poi Genova, Rimini, Napoli e Milano. La band ci è apparsa in gran forma e pronta ad incontrare i fan.
Dopo la performance abbiamo diviso con loro un momento di allegra convivialità: una torta a forma di cd con il titolo dell'album e il logo degli Stadio. Agli smemorati ricordiamo che gli Stadio sono Gaetano Curreri (voce), Giovanni Pezzoli (batteria), Andrea Fornili (chitarre) e Roberto Drovandi (basso).

Ultimo aggiornamento ( Martedì 12 Maggio 2009 22:59 )

 

ROMA (30 aprile) - Non fanno gran chiasso quando pubblicano un disco (e dal 1982 capita al massimo ogni due anni), non occupano spazi in televisione, eppure gli Stadio continuano a ben piazzarsi in classifica e ad esibirsi in generosi concerti. Stavolta però le dodici canzoni del nuovo disco “Diluvio universale” seguono una direzione diversa: sono state suonate in presa diretta, con l’ausilio di poca elettronica, rievocando un po’ le atmosfere degli esordi, i testi sono più schietti, individuano prese di posizione nette sull’immigrazione, la prostituzione, il razzismo, oltre all’amore, sempre trattato nelle sue crisi, nella sua consueta traiettoria da passione a progetto. Il tema centrale è la perdita di valori e di orientamento e da domani è in rotazione il singolo intitolato “Perdiamoci”, «un modo per dare risalto alle nostre capacità anche strumentali, per mettere la musica a nostro servizio e non viceversa», parola di Gaetano Curreri, voce storica del gruppo.

di Simona Orlando
 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 30 Settembre 2009 19:57 )

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"DILUVIO UNIVERSALE", IL NUOVO ALBUM DEGLI STADIO
Trent’anni di carriera, da "Banana Republic" nel 1979. E oggi un disco di denuncia sociale. Con qualche spiraglio.

Intervista a Gaetano Curreri su "Famiglia Cristiana" n° 18 del 03.05.2009
di Gigi Vesigna

Anno 1979: per cinque ragazzi emiliani che facevano musica ciascuno per proprio conto arrivò l’occasione della vita. Si trattava di accompagnare la più importante tournée mai realizzata, quella che univa per la prima volta due cantautori che avevano già fatto la storia della musica, Lucio Dalla e Francesco De Gregori.
(continua)

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Settembre 2009 22:54 )

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